Tuesday, October 4, 2022
Trapianto di capelliCom'è un trapianto di capelli nella zona frontale

Com’è un trapianto di capelli nella zona frontale

Non sempre una recessione del ciclo vitale dei capelli implica una calvizie. Tuttavia, ci sono buone probabilità che si tratti di un primo segnale di avvertimento del fenomeno. Se anche tu stai notando un rallentamento nella crescita dei tuoi capelli e sei preoccupato delle possibili conseguenze, la prima cosa da fare è visitare un dermatologo tricologo per valutare le condizioni dei tuoi capelli. Chiedere consigli su quali possono essere i migliori provvedimenti per trattare i capelli è il primo passo per guarire. Prevenire la caduta è difficile, ma esistono trattamenti che aiutano a rallentare l’alopecia androgenetica, una tipologia di calvizie molto comune negli uomini.

Per chi accusa una recessione dell’attaccatura dei capelli o è già calvo, la soluzione migliore e più efficace a lungo andare è sempre il trapianto di capelli. La tecnica utilizzata per eseguire l’innesto nella parte posteriore, nella corona o nella zona superiore della testa è la stessa che viene applicata su tutto il cuoio capelluto.

L’innesto capillare negli zona posteriore della testa è uno dei più richiesti, poiché questa zona è una delle più colpite dall’alopecia.

Alopecia androgenetica e modi di manifestarsi

L’aspetto dell’attaccatura dei capelli sfuggente è solitamente motivo di grande preoccupazione sia negli uomini che nelle donne. Molti uomini soffrono di alopecia o caduta dei capelli già dall’età di vent’anni e l’evoluzione del fenomeno è soggettivo. Altri preferiscono fare finta di nulla, o lasciano correre, sperando che la situazione migliori, mentre in realtà questo segno di negligenza spesso porta a delle conseguenze irreversibili.

Se la caduta è in stadio molto avanzato e non viene trattata, può essere causa di ulteriori problemi di salute, soprattutto di tipo psicologico. Fortunatamente, i vari trattamenti che esistono sul mercato sono in grado di fare effetto già durante i primi stadi della caduta – in molti si affidano a farmaci che rivitalizzano i follicoli piliferi, che sono i responsabili della crescita dei capelli.

Tuttavia, questi trattamenti spesso non sono in grado di fermare la progressione dell’alopecia: a quel punto, l’unica soluzione è l’innesto capillare.

L’evoluzione della calvizie si misura con la cosiddetta scala di Hamilton-Norwood. Questa scala comprende vari gradi – dalla calvizie iniziale con stempiatura, fino alla calvizie di tipo grave (con perdita praticamente uniforme su tutte le aree della testa). Essere leggermente stempiati a volte è attraente, almeno per gli uomini di una certa età. Quello che preoccupa è una quantità eccessiva, che può danneggiare l’immagine della persona.

In cosa consiste l’innesto capillare nelle tempie?

Il trapianto di capelli alle tempie è realizzato con la tecnica FUE. Consiste nell’estrarre i follicoli piliferi del paziente dalla parte posteriore della testa (area donatrice) e innestarli uno ad uno nella zona delle tempie (zona ricevente).

Questo tipo di operazione viene eseguita in un’unica seduta: è un intervento chirurgico ambulatoriale che può durare dalle due alle quattro ore, a seconda del numero di follicoli necessari. La cosa pazzesca è che il paziente riesce a riottenere l’intera linea frontale del cuoio capelluto, utilizzando i propri capelli. Il cambio immagine è immediato, permanente, e con risultati molto naturali.

Chi può sottoporsi a questo tipo di intervento?

I pazienti devono avere un’area donatrice con abbastanza follicoli piliferi, tali da poter coprire le tempie. I candidati ideali sono dunque i soggetti che hanno una buona densità nella zona posteriore della testa. Come già accennato, si tratta di un intervento chirurgico ambulatoriale privo di rischi, in cui viene utilizzata solo l’anestesia locale. Terminata l’operazione, il paziente sarà in grado di rientrare a casa e vivere la sua vita normale.

L’alopecia androgenetica colpisce solo gli uomini?

Il fenomeno colpisce indiscriminatamente uomini e donne, ma è nel sesso maschile che si manifesta percentualmente con maggiore gravità. Statisticamente, circa il 20% delle donne ne sono affette – quasi tutte in età avanzata (soprattutto a causa di scompensi ormonali dovuti alla menopausa) – mentre, più in generale, circa l’80% degli uomini soffre di calvizie.

Questi numeri così differenti tra loro fanno capire che il problema della perdita dei capelli è, solitamente, molto più frequente e sentito dalla popolazione maschile rispetto a quella femminile.

Cosa causa l’alopecia androgenetica?

Questa problematica è caratterizzata dalla lenta e progressiva miniaturizzazione dei follicoli piliferi presenti sul cuoio capelluto e quindi dei capelli da essi prodotti, che diventano sempre più sottili, corti e depigmentati. La calvizie non deriva quindi dal numero di capelli che cadono, ma dal fatto che molti di essi vengono sostituti da capelli meno forti, o che non ricrescono affatto.

Inoltre, i follicoli piliferi sono resi sempre più piccoli e superficiali dall’azione del DHT – un ormone simile al testosterone che si ritiene una delle principali cause della caduta dei capelli.

Di conseguenza, anche i capelli subiranno la stessa sorte: sempre più sottili e depigmentati fino a quando il follicolo cesserà completamente la sua attività e non produrrà più capelli.

Se si osserva il fenomeno a lungo andare, il soggetto soffrirà di una maggiore visibilità del cuoio capelluto.

Gene AR

Studi recenti hanno evidenziato che un gene in particolare ha un ruolo importantissimo nell’alopecia androgenetica: il gene AR. Le sue mutazioni causano l’aumento dell’attività dei recettori dell’ormone androgeno all’interno dei follicoli.

5alfa-reduttasi di tipo II

È l’isoenzima che sta alla base della comparsa della calvizie. La calvizie non è causata, come si crede erroneamente, dalla presenza eccessiva di ormoni androgeni e da alti livelli di testosterone, ma è dovuta alla concentrazione a livello dell’unità pilosebacea degli enzimi necessari a convertire gli androgeni deboli in androgeni più potenti.

DHT

Gli ormoni androgeni vengono convertiti dall’enzima 5alfa-reduttasi in una forma più attiva detta diidrotestosterone (DHT), che causa la miniaturizzazione del bulbo pilifero e dei capelli. La miniaturizzazione dei capelli può essere il preludio di una scomparsa definitiva, ma con un intervento tempestivo si può prevenire la completa atrofizzazione del follicolo e recuperare la capigliatura.

Prostaglandina PGD2, KROX20, enzimi JAK, cellule T regolatorie

Secondo alcuni studi, il DHT non è l’unico responsabile dell’alopecia androgenetica: la Prostaglandina PGD2, il KROX20, gli enzimi JAK e le cellule T regolatorie sono oggetto di ricerche scientifiche in merito.

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