Sunday, June 19, 2022
NotiziaCos'è la tricopigmentazione capillare?

Cos’è la tricopigmentazione capillare?

La tricopigmentazione è una procedura per capelli che deriva dalla micropigmentazione. Considerata uno step antecedente al trapianto (o come sostituto temporaneo) per coloro che soffrono di caduta dei capelli, la procedura è stata sviluppata per creare l’illusione di una densità sul cuoio capelluto. In genere, è richiesta quando si vuole mascherare la caduta dei capelli con punti minuscoli applicati delicatamente con una penna per tatuaggi. Il trattamento può essere ricevuto indipendentemente dal tipo di pelle o dalla calvizie perché nasconde facilmente le condizioni dei capelli come l’alopecia e le sue varianti. Spesso è scelta quando non si vuole (o nn è possibile) procedere con un trapianto tradizionale.

La particolarità di questa tecnica è che, con il riempimento del cuoio capelluto in minuscoli puntini tatuati per imitare i capelli normali, molte persone che soffrono di alopecia sono salve dall’imbarazzo e dall’effetto di avere un cuoio capelluto spoglio. In questo senso, la tricopigmentazione è molto simile alla micropigmentazione – la sua procedura madre – ma le due presentano lievi differenze poiché sono considerate opzioni diverse. La micropigmentazione è una procedura una tantum, con un’opzione permanente che necessita di piccoli ritocchi dopo alcuni anni. Al contrario, la tricopigmentazione offre un’opzione di tipo temporaneo: significa che può durare solo per pochi mesi prima che inizi a sbiadire.

I tipi di pigmenti utilizzati sono sempre diversi e contano quanto l’abilità, l’esperienza e il livello di istruzione del tecnico tricopigmentista che si sceglie: questi fattori determinano il successo della procedura. L’applicazione del pigmento e dei ritocchi non sarà buona come potrebbe essere se non si sceglie con attenzione, per questo motivo è bene fare una buona ricerca e non saltare tra le mani del primo disponibile.

A chi si può applicare la tricopigmentazione?

Chi soffre di una condizione di alopecia

Questa tecnica può essere utilizzata per nascondere i sintomi, soprattutto per coloro per cui è diventato insopportabile guardarsi allo specchio e, in generale, per chi soffre della condizione a causa della natura imprevedibile.

Ristrutturazione dell’attaccatura dei capelli

La tricopigmentazione aiuta a riorganizzare l’attaccatura dei capelli dopo che la calvizie ne rovina l’assetto naturale. La stessa potrà ora essere modificata come preferisce il cliente: aiutando a trovare un nuovo modello di capelli, si riducono le possibilità di caduta dei capelli dovuta allo stress.

Camuffamento cicatriziale

Questa tecnica è applicabile anche per coprire le cicatrici degli interventi chirurgici di trapianto di capelli. Tutto dipende dalla maestria del tecnico: non esistono infatti cicatrici che non possono essere coperte.

Come funziona la tricopigmentazione?

Come brevemente accennato, questa opzione temporanea per la micropigmentazione del cuoio capelluto comporta l’applicazione di minuscoli depositi di pigmento sul derma. Si realizza attraverso un ago pensato appositamente allo scopo di essere utilizzato direttamente sul cuoio capelluto della pelle, in modo tale da poter rilasciare la stessa quantità di pigmento che è inferiore a 15 micron.

Chi è il tricopigmentista?

Non è un medico, né un tatuatore, tantomeno un esperto di microblading. Lo specialista che si occupa della tricopigmentazione è il tricopigmentista il quale, per eseguire alla perfezione ogni sessione di pigmentazione tricologica, si arma di competenze, professionalità, passione, precisione e sopratutto, tanta pazienza. Prima di procedere, il suo compito sarà esaminare il cuoio capelluto del cliente e verificare che esistano le condizioni favorevoli per procedere. Se necessario, verrà richiesto un tricogramma.

Micropigmentazione vs tricopigmentazione

La micropigmentazione del cuoio capelluto è la procedura madre della tricopigmentazione: ecco perché sembrano così simili. Come già anticipato,significa anche che esistono delle lievi differenze tra le due e, in base ai bisogni specifici dell’individuo, sarà possibile optare per l’una o l’altra. Ecco le differenze principali:

Durata dei pigmenti

Per coloro che vogliono ricevere una pigmentazione di tipo temporaneo, la tricopigmentazione è considerata l’opzione migliore in quanto un pigmento dura 6 – 12 mesi prima di iniziare a sbiadire. Al contrario, la micropigmentazione è permanente, è solo necessario ritoccarla una volta ogni 5 – 6 anni. La tricopigmentazione è utilizzata principalmente per testare il nuovo look, per vedere se una persona si trova a proprio agio. Infatti, dopo il suo decorso, svanisce da sola in modo naturale – se si vuole continuare, bisogna ritornare dal tecnico tricopigmentista per un ulteriore ritocco.

Rimovibilità

Mentre la micropigmentazione può essere facilmente rimossa (o riparata con un laser), quando il tecnico tricopigmentista fa un lavoro di cui non si è soddisfatti, rimuovere un’operazione mal eseguita è praticamente impossibile: bisogna attendere che svanisca (in genere, qualche mese). Per questo motivo, se non si sceglie un tecnico come si deve, si corre il rischio di convivere con un lavoro fatto male, e lo stress di aspettare che svanisca naturalmente.

Costi

Quando si parla del prezzo finale, l’argomento può essere un pò complicato perché entrambe le procedure hanno i loro pro e contro anche sotto questo punto di vista. La tricopigmentazione è più economica, e spesso presa in considerazione da coloro che si apprestano a questo tipo di trattamenti proprio per questo. Tuttavia, in termini di mantenimento, la micropigmentazione del cuoio capelluto è più economica – anche se in genere si effettua solo ogni 5-6 anni. Di contro, con la tricopigmentazione bisogna recarsi dal tecnico almeno ogni 12-18 mesi.

Perché si dice che la micropigmentazione sia migliore della tricopigmentazione

Prima di tutto, il vantaggio sta nel fatto che non è necessario fare il ritocchino annuale;

sono in tanti a essere scoraggiati dalla breve durata. Come già accennato, nel caso della micropigmentazione, va benissimo andare dopo 5 anni.

Un altro vantaggio è che, nel caso in cui si scopra che il lavoro del tecnico non è abbastanza buono, la micropigmentazione può essere facilmente rimossa con i metodi di rimozione dei tatuaggi laser.

Conclusione

I trattamenti per combattere la caduta dei capelli sono numerosi, e oggi c’è solo i’imbarazzo della scelta. Per coloro che voglio provare con una soluzione di tipo semipermanente, la tricopigmentazione rappresenta uno dei più popolari, soprattutto per coloro che non vogliono sottoporsi ad un trapianto di capelli. In Italia sono molti gli uomini che scelgono questa soluzione come primo approccio contro la lotta all’alopecia e i risultati sono davvero promettenti.

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